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Le altre porte della città

Le porte delle mura dalla parte bassa

1 - Le porte della città Volsca LEGENDA 1 = Porta Est - 2 = Porta Nord - 3 = Porta Sud - 4 = Porta Ovest - 5 = Porta costiera Nord - 6 = Porta del porto - 1B = Porta del paese prima del VI secolo a.c. In Rosso le mura della città – ( Disegno Piconi )

La porta Sud si trovava probabilmente un poco più avanti della fine di Via Enea che è la via proveniente dalla porta Nord, questa attraversato tutto il pianoro dopo un’ampia curva in discesa confluisce con Via delle Mimose, in Via degli Oleandri proprio nei pressi del ponte che attraversa la linea ferroviaria e proseguno poi lungo Via XXI Aprile per arrivare nei pressi di Villa Adele.
Unica traccia di questa porta è data dall’avvallamento che abbiamo proprio in quel punto, ancora visibile, anche se la zona è stata modificata dai lavori di sterro per la costruzione della ferrovia e per molte cave di tufo che vi erano state impiantate intorno al 1920.

Abbiamo anche una notizia del 1989, durante dei lavori ad Est del cavalcavia, nel terreno della ferrovia, per la costruzione di un parcheggio, si è scoperto una strada Romana composta dai normali blocchi di basalto che prendeva la direzione del luogo dove abbiamo supposto essere la porta, questa strada sappiamo che nel suo percorso passava davanti al teatro e quindi usciva dalla porta Nord, dove se ne ritrovò un’altro tratto.

La porta Ovest era situata nell’avvallamento a levante della Basilica di Santa Teresa, la strada che vi usciva prendeva la direzione della porta che dava accesso ad un possibile porto antico, forse precedente al periodo Volsco, abbiamo delle tracce questo poteva essere situato nel tratto di costa che va da Villa Sarsina al Faro.
Questa strada, in epoca Romana, fu ricostruita ma il suo tracciato era leggermente spostato verso Nord ed andava a collegarsi con la villa Imperiale approssimativamente nella sua parte centrale, questo avveniva nel periodo imperiale post Neroniano.
Questa era la Via Recta che molti vogliono sia quella citata da Cicerone, probabilmente però ne era il suo rifacimento in quanto tra i due periodi intercorrono oltre 150 anni.

Questa via partendo dalla villa Imperiale, attraversava tutto l’altipiano delle Vignacce e poi, dirigendosi verso Nord, giungeva all’attuale Via della Selciatella e quindi terminava a Lanuvio ( nel 2002, all’altezza della Pineta della Campana, questa via è stata disseppellita per un buon tratto, ripulita ed adibita a parco archeologico, di questo ne dobbiamo essere grati al comune di Nettuno e alla sensibilità dei suoi amministratori ).

Con la zona appena descritta abbiamo terminato l’enumerazione delle porte Volsche che interessavano la parte alta del paese, anche se qualche autore accenna ad un’altra uscita dal paese posizionandola al termine dell’attuale Via Coriolano, se vogliamo essere più precisi si potrebbe collocare dove questa via incontra Via del Cavalcavia.
Personalmente non condivido tale possibilità poiché a mio giudizio ci troviamo troppo vicini alla porta Ovest, in ogni modo poiché il nucleo più antico del paese si trovava proprio in quelle vicinanze e cioè in prossimità di Via delle Roselle, non si può escludere completamente tale possibilità, al momento non ho notizie o informazioni che possano avvalorare tale ipotesi.

La parte bassa del paese, quella che era stata cinta di mura probabilmente dopo il 469 a.C., era fornita di altre tre porte di accesso che potremmo chiamare della costiera Nord cioè la porta n. 5 della cartina, che era situata presso l’incrocio fra Viale Severiano, Via Ardeatina e Via Fanciulla d’Anzio, anche in questo caso sono il ritrovamento di numerose tombe che per deduzione ci possono dare una conferma a questa affermazione.
Abbiamo in questo punto, come gia detto tombe del IV secolo a.C. che sono sovrapposte a tombe di epoche precedenti le quali a loro volta sono sormontate dai resti del muro difensivo.

Questo ci porta a concludere che se le tombe sono localizzate in quella zona, molto probabilmente, viste le consuetudini dell’epoca, nelle vicinanze doveva esserci una strada che era quella che sicuramente collegava il paese con le popolazioni costiere del Nord come quelle attestate a Colle Rotondo (Tor Santo Anastasio), Ardea o anche Lavinium (Pratica di Mare).
L’esistenza della strada ci fa propendere per un accesso al paese basso e quindi logicamente l’esistenza di una porta.
Un’ulteriore conferma a questa possibilità è data dal fatto che, in seguito, la Via Severiana ricalcava il percorso descritto giungendo fino ad Ostia e sicuramente utilizzava lo stesso accesso, che questa volta non immetteva più al paese ma alla parte alta della villa Imperiale.

Un’altra porta da prendere in considerazione è quella che chiameremo del “Porto“ perché immetteva a quella zona che veniva utilizzata sin dai tempi più antichi come attracco o porto dell’antico paese, era situata al centro di quel tratto di costa che va da villa Sarsina al Faro, probabilmente all’inizio di Via Breschi, dove questa si collega con Via Ambrosini e Via G.De Angelis.
Questa localizzazione è soltanto una scelta di comodo, perché non vi sono riscontri specifici che la possono confermare, abbiamo soltanto la possibilità che l’antica strada proveniente dalla parte alta del paese, dopo aver attraversato la porta del piazzale di Santa Teresa, che convenzionalmente abbiamo chiamato porta Ovest, prendesse questa direzione. Non vi sono certezze perché tutta la zona è stata modificata in epoca Romano, da molte costruzioni che non hanno lasciato tracce di quello che poteva esservi in precedenza.

L’ultima porta da prendere in considerazione è quella che chiameremo Est bassa e che sulla cartina ho segnalato al con il numero 7, questa era situata nei pressi dell’incrocio tra Via Paolini, Via XXI Aprile e Via di Villa Adele e dava accesso ad un tracciato stradale che si dirigeva verso Est e dopo aver percorso tutta la parte costiera risaliva nello stesso punto dell’attuale Via dei Marinaretti e si collegava quindi all’altro tracciato che, attraversata Villa Borghese, si dirigeva alla volta del Tempio del Dio Nettuno e della cittadella e porto di Cenone.

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