Menu categ negozi fatto con wp

La villa imperiale: Prospetto sul mare – La Fanciulla d’Anzio Sezione 3

 

2 = La Fanciulla d’Anzio

La statua chiamata: “ La Fanciulla d’Anzio “, fu ritrovata il 23 Dicembre del 1878, da alcuni pescatori nei pressi dei resti della villa Imperiale, in prossimità dell’Arco Muto.

Nei primi giorni del mese di Gennaio 1879 apparve un comunicato, pubblicato nel notiziario degli scavi di antichità della Reggia Accademia dei Lincei, riguardante il ritrovamento, ho voluto riportare integralmente questo articolo in quanto potrà essere utile per tentare di localizzare il luogo che più vi si avvicina al punto dove questa opera d’arte è stata rinvenuta poiché le notizie che sono giunte a noi, a tal proposito, sono molte e contrastanti.

Il documento in questione riporta quanto segue: “ Luigi Cav. Capo del Genio Civile ed il Sindaco di Anzio, riferiscono che nell’ultimo Dicembre, il mare burrascoso, investendo l’Arco Muto, rimise allo scoperto un muro di cortina, costituito da riquadri a comparti di opera reticolata di tufo e finti piastrini di cortina di mattoni, ed ornato di una nicchia pavimentata in cortina di mattoni, entro la quale si rinvenne una statua muliebre di marmo pario, mancante di testa, delle braccia e di una parte del petto.

Tale statua, posta sul piedistallo è alta 150 centimetri, fatte fare accurate ricerche, il giorno 4 Gennaio, si rinvennero col la testa altri pezzi della stessa ed un altro piedistallo.
La statua depositata nella villa del principe di Sarsina, rappresenta una giovane donna tutta intenta a guardare qualche cosa che sosteneva con la sinistra, dove è restato solo una piccola base marmorea con avanzi del piede di un animale.

I ruderi scoperti appartengono alla costruzioni del Tempio della Fortuna Anziate. Il riquadro centrale contiene una grande nicchia rivestita di stucco con la semi calotta a forma di conchiglia entro la quale fu rinvenuta la statua posta su di un piedistallo di laterizi.

Circa otto anni dopo, sempre nel mese di Dicembre, questa volta il giorno 29, una nuova mareggiata mise in luce un’altra nicchia in posizione speculare a quella della Fanciulla, nella quale era posta un’altra statua, questa rappresentava Artemide ( Diana per i Romani ), anche questa fu consegnata ai Sarsina e collocata nell’androne della villa fu posta di fronte all’altra ma di questa, in seguito, se ne persero le tracce.

 

Fig. 296 = La Fanciulla d’Anzio come era al momento del ritrovamento e prima dei restauri

Fig. 296 = La Fanciulla d’Anzio come era al momento del ritrovamento e prima dei restauri

 

La statua della Fanciulla è composta da due tipi di marmo differenti, la testa è in marmo di Paro, mentre il corpo ed il panneggio sono in marmo delle cave del Pentelico in Attica, quindi non vi sono dubbi sulla provenienza greca delle stessa.

La giovane sostiene con il braccio sinistro un vassoio sul quale sono deposti alcuni oggetti, una benda sacra il cui orlo pende al di fuori di questo, un ramoscello d’alloro con frutti, due zampe di leone, molto rovinate che probabilmente appartenevano al basamento di qualche incensiere.

Verso questi oggetti è rivolto il suo sguardo, mentre una corona d’alloro che sorreggeva con la destra, alcune parti delle dita e un’altra parte del vassoio che non è stato possibile utilizzare nel restauro, si trovano presso il Museo Nazionale Romano.

L’interpretazione del personaggio rappresentato dalla giovane è alquanto controversa, c’è chi la crede un originale Greco del 230 a.C. che ricordi qualche personaggio realmente esistito, altri pensano che sia una copia di un bronzo sempre del 210 a.C. scolpita in Grecia e rappresentante la Pizia di Delfo, arrivata ad Anzio in epoca Neroniana.

A questo proposito sappiamo che l’Imperatore Nerone si era recato in quella città per sostenere una gara di canto, durante la sua lunga permanenza in Grecia del 67 d.C., riportando a detta degli storici una mirabile vittoria, anche se le cattive lingue insinuano che gli avversari erano stati scelti tra vecchi cantanti ormai al termine della loro carriera.

Fu in quest’occasione che forse fece prelevare la statua che colpì la sua attenzione di collezionista ed anche la sua immaginazione poiché sappiamo che s’immedesimava nella figura di Apollo e quella era probabilmente la rappresentazione di una sua sacerdotessa.

È noto inoltre che, già da molti anni, Nerone aveva organizzato squadre d’intenditori e artisti che giravano la Grecia e prelevavano, dietro congrui compensi, ogni tipo d’opera d’arte che poi spedivano a Roma.

Per ritornare alla statua è necessario analizzare i pochi elementi che possono concorrere ad una sua identificazione, questi sono il ramoscello di alloro con frutti, la corona sempre di alloro conservata nel museo, la giovane età della donna e l’insieme degli altri oggetti deposti sul vassoio, questi ci indicano chiaramente che il personaggio rappresenta sicuramente un officiante di qualche rito religioso, quello che potrebbe giustificare le cerimonie profetiche collegate alla Pizia di Delfo, è l’alloro, in quanto sappiamo che era una pianta sacra ad Apollo ed inoltre è noto che per secoli si scelsero le profetesse, dedite a questa attività, tra ragazze molto giovani che per le loro doti medianiche potessero affrontare il complesso rituale inerente le predizioni, che la divinità effettuava attraverso la loro bocca.

Questa situazione rimase immutata sino al 217 a.C., quando Echecrate, comandante dell’armata Tolemaica ed uno degli artefici della vittoria di Rafia, s’invaghì della ragazza oracolo durante una consultazione e la rapì.

In conseguenza di questo fatto la selezione della Pizia non venne più effettuata fra donne giovani ma soltanto fra quelle di età superiore ai cinquanta anni e quindi, se così fosse, la statua sarebbe contemporanea all’anno del rapimento o forse di poco posteriore e quindi tutto concorderebbe con la possibilità che essa rappresenti un personaggio reale, forse la stessa giovane rapita.

 

Fig. 297 = La Fanciulla d’Anzio dopo il restauro

Fig. 297 = La Fanciulla d’Anzio dopo il restauro

 

Molti scrittori hanno tentato di rintracciare il luogo del ritrovamento della statua della Fanciulla, alcuni lo hanno posto nei pressi dell’Arco Muto, credo con poche possibilità di successo poiché in quella direzione, oltre le erme ed il Teatro, sembra non si possa trovare altra struttura idonea a contenere le due statue ritrovate, almeno da quanto possiamo vedere nel disegno del Volpi.

Altri, invece, spostando il ritrovamento più a Sud, lo pongono in una delle due nicchie ormai scomparse a causa dei crolli e in parte perché coperte dai muri di sostegno della parete prospiciente il mare dell’odierno faro.

Queste nicchie contenevano, a mio parere, altre statue come ho accennato in un capitolo precedente ( Vedi sezione n.2 ), inoltre queste non rispondono alla descrizione che abbiamo dal documento comprovante il ritrovamento della Fanciulla, in quanto risultano troppo ampie per contenere una statua sola ma piuttosto possono essere indicate per esporre dei gruppi marmorei come sembra che in effetti sia accaduto.

 

Fig. 298 = Particolare di foto dei primi del novecento con nicchia a cupola dove probabilmente si rinvenne il gruppo dell’Amazzone e barbaro ( Freccia rossa. Vedi fig. 236 per statua ).

Fig. 298 = Particolare di foto dei primi del novecento con nicchia a cupola dove probabilmente si rinvenne il gruppo dell’Amazzone e barbaro ( Freccia rossa. Vedi fig. 236 per statua ).

 

Dopo questa zona e proseguendo verso settentrione giungiamo alla stanza rettangolare con piedistallo che ho giudicato attinente ai resti del nuovo Tempio di Venere in epoca Adrianea o Domiziana, questa non mostra tracce di nicchie ma soltanto un piedistallo in laterizio prossimo alla parete di fondo.

Poco dopo vi sono i resti delle tre strutture arcuate in opera incerta che probabilmente facevano parte del vecchio Tempio di Venere in epoca Augustea o precedente che erano sconosciuti agli scrittori antichi poiché rimanevano coperti da un muro in laterizio a riquadri con anteriormente il camminamento sopraelevato protetto da un muro e da pilastri in opera laterizia. questa struttura protettiva arrivava quasi in prossimità della biblioteca.

La biblioteca era composta da un’opera absidata che s’incurvava verso il mare e conteneva la stanza fornita di nicchie che è giunta fino a noi ma queste sono situate nella parte più interna della struttura in questione che a sua volta è incassata nella parete tufacea e che quindi, a mio parere, non potevano essere interessata dai crolli avvenuti oltre cento anni fa a causa di una mareggiata, perché situata internamente alla parete e quindi protetta.

Le nicchie in questione avevano la volta a cupola ma in nessun caso vi era la possibilità di inserirne delle altre di fronte alle prime poiché in quella posizione vi erano le grandi finestre arcuate presenti su entrambi i piani; questo è un altro motivo che escluderebbe la possibilità del ritrovamento della statua di Artemide e confermerebbe la possibilità che anche la Fanciulla non fosse stata ritrovata in quel luogo, come descritto nella comunicazione e cioè in posizione speculare, al massimo poteva trovarsi in una posizione laterale.

La biblioteca inoltre è costruita in laterizio, esclusa la parete di destra, che risponderebbe alla descrizione di avere fasce in laterizio con riquadri in opera reticolata, ma anche in questo caso non vi è che una nicchia posta sulla parete di fondo, al contrario abbiamo invece la possibilità che vi potessero essere delle stanze poste sul lato destro del complesso che forse sono compatibili con la nostra ricerca.

Come si può vedere sia dal disegno del Volpi sia dai resti che sono pervenuti sino a noi,che vi erano sicuramente delle camere poste sul lato destro della biblioteca, le pareti di queste sono in opera reticolata a blocchetti di tufo attraversate da fasce in laterizio rosso che sembrano formare dei quadrati, la loro posizione si presenta al di fuori della parte semicurva e sembra protendersi verso il mare, quindi a mio parere sono strutture più vulnerabili all’azione erosiva e quindi facilmente interessate ai crolli causati dalla mareggiata del 1878 e del 1886.

Una di queste stanze mostra di essere fornita anche di un passaggio di accesso posto in prossimità dell’ingresso alla sala della biblioteca, ma sfortunatamente non sono rimaste tracce ne delle nicchie ne dei basamenti in laterizio.

Credo però che questi si debbano prendere in poca considerazione, forse non sono mai esistiti e con tale termine si voleva intendere il piano d’appoggio della statua e cioè la parte bassa della nicchia, che in effetti era sicuramente in laterizio, come lo sono le basi delle altre.

Le statue stesse sono fornite della loro base marmorea e porvi sotto qualcosa che le avesse sollevate maggiormente le avrebbe rese troppo alte e portate quasi a contatto con le volte delle nicchie e quindi, a mio parere, in posizione antiestetica.

 

 

Fig. 299 = Particolare del disegno del Volpi, la freccia indica la posizione della stanza dove poteva essere collocata la statua della Fanciulla d’Anzio e di Artemide

Fig. 299 = Particolare del disegno del Volpi, la freccia indica la posizione della stanza dove poteva essere collocata la statua della Fanciulla d’Anzio e di Artemide

 

 

Fig. 300 = Ingresso stanza di fig. 301

Fig. 300 = Ingresso stanza di fig. 301

 

 

Fig. 300 = Ingresso stanza di fig. 301

Fig. 301 = 1 - Probabili resti della stanza di fig 299

 

Sfortunatamente non abbiamo più le nicchie e neanche sappiamo se il basamento marmoreo ritrovato insieme alla Fanciulla d’Anzio fosse attinente ai resti della statua ritrovata in seguito, ovvero quello di Artemide, ma abbiamo un’ultima indicazione che sicuramente potrà essere utile alla nostra ricerca, sappiamo dalla descrizione iniziale che le statue erano collocate in cavità delle pareti ricoperte d’intonaco e disegnate con motivi floreali, inoltre le semicolotte poste nella parte superiore di questi spazi erano dipinte con affreschi a forma di conchiglia.

Dagli scavi effettuati nell’area della biblioteca nel 1966, abbiamo appunto che questa era ornata con motivi floreali e disegni di piante di tipo orientale, mentre le calotte delle nicchie riportavano un disegno di conchiglia. ( Per visionare tutti gli affreschi vedi la sezione dedicata alla Biblioteca ).

 

Fig. 302 = Nicchia con calotta a conchiglia

Fig. 302 = Nicchia con calotta a conchiglia

 

Fig. 290 = Particolare di una nicchia con disegno a forma di conchiglia

Fig. 290 = Particolare di una nicchia con disegno a forma di conchiglia

 

Credo che quest’ultimo indizio ci possa suggerire con una certa sicurezza che la statua della Fanciulla d’Anzio faceva parte delle opere d’arte che abbellivano la biblioteca di Anzio, che non si trovava nella sala dove erano contenuti i volumi ma in uno spazio laterale adibito ad altri usi.

Questa stanza aveva le pareti affrescate nello stesso modo di tutto il complesso del quale faceva parte, giudico che le probabilità che vi potessero essere altre costruzioni adibite ad altri usi o poste nelle vicinanze con lo stesso tipo di pitture murali è abbastanza remoto, quindi penso si possa affermare che le due statue si trovavano nella stessa sala facente parte del complesso della biblioteca e posta come ho detto in quel complesso di camere situate sul lato sud di quest’ultima.

La statua della Fanciulla d’Anzio si trova attualmente presso il Museo Nazionale Romano, dove tra l’altro, nella sala numero quattro, è esposta anche la statua dell’Apollo di Anzio e dell’Amazzone ed il barbaro, inoltre nello stesso museo, ma nella sezione ove si trova la collezione Ludovisi, abbiamo l’Hermes Ludovisi e il Galata combattente, sempre ritrovati in Anzio. ( Per maggiori informazioni vedi sezione n.2 – fig. 236, 237, 238 )

Territorio

TuttoAnzio.it

Benvenuti su TuttoAnzio.it il portale della città! Il modo migliore per scoprire la storia e le bellezze della città ma non solo... Scopri le migliori offerte commerciali di Anzio e dintorni: offerte speciali, omaggi, sconti, dove mangiare bene spendendo il giusto, dove fare la spesa al prezzo più basso possibile, ed ancora molto altro! Seguici anche su Facebook, clicca sul bottone "Mi Piace" ed entri nel nostro Club per essere sempre informato ed approfittare delle migliori offerte! Inoltre se vuoi ricevere direttamente le informazioni nella tua casella di posta, iscriviti alla nostra Newsletter!

Novità