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La Villa imperiale – Fase 3

In questa fase siamo poco dopo l’inizio del I secolo d.C., comincia la trasformazione della villa da abitazione gentilizia a residenza Imperiale, le modifiche radicali implicano un completo taglio di tutti i muri in elevato esistenti in quel momento, quindi la costruzione di una nuova struttura che vista la sua configurazione ci lascia supporre l’esistenza di un edificio a più piani digradante verso il mare tramite ampie scalinate.

Il numero 3 indica la posizione dei resti presi in considerazione 3 A = Zona Taverne 3 B = Zona dove probabilmente si trovava il Teatro 3 C = Zona dove probabilmente si trovavano le Terme 3 D = Zona dove probabilmente si trovava la Biblioteca

Il numero 3 indica la posizione dei resti presi in considerazione 3 A = Zona Taverne 3 B = Zona dove probabilmente si trovava il Teatro 3 C = Zona dove probabilmente si trovavano le Terme 3 D = Zona dove probabilmente si trovava la Biblioteca

La pianta di questo complesso si trasforma, comincia a prendere corpo una costruzione semicircolare con ampio portico verso il mare, che sarà ripreso ed ampliato in epoca Neroniana.

Gli ambienti si estendono verso Nord fino a raggiungere l’area dell’Arco Muto,trasformando la villa in quello che in seguitò sarà un vasto complesso residenziale che comprenderà piscine, teatri, terme, bagni marini, porto e giardini a mare.

Di tutto questo però non ci rimane quasi nulla poiché o crollato in mare oppure inglobato in strutture d’epoche posteriori. Abbiamo però la conferma dell’esistenza di quanto citato direttamente dalle fonti antiche in quanto nel 1711 nelle stanze di quelli che probabilmente erano i resti del teatro posto subito dopo le terme, si rinvenne una lapide sulla quale erano riportati gli avvenimenti inerenti gli ultimi anni dell’impero di Tiberio e i primi dieci anni dell’impero di Claudio, inoltre su questa erano elencate le mansioni di tutta la servitù necessaria al buon andamento della vita quotidiana della villa stessa.

L’importanza del ritrovamento è principalmente legata ai compiti di questo personale che implica l’esistenza di determinate strutture presso le quali questi prestavano la loro opera, anche se di queste non abbiamo resti collegabili a quell’epoca,abbiamo la certezza che dovevano esserci nell’ambito della villa.

Possiamo ricordare, come riportato dalla lapide, alcune di queste persone:

TAPIARIUS = Giardiniere decoratore, cioè colui che si interessa di giardini artificiali ed artistici (sicuramente s’intende il responsabile di un gruppo di persone che erano addette ai giardini, questo ci porta a considerare il fatto che dovevano essercene parecchi).

SPECULARIUM = Fabbricante di specchi ( probabilmente addetto alla lucidatura periodica degli stessi oltre che alla loro costruzione ).

SPHAERISTA = Giocatore di palla, in questo caso indica un professionista del gioco che soprassedeva al buon andamento della palestra imperiale o sferisterio, che era una sala dedicata a questo gioco nella quale i Romani si recavano per trascorrere parte del pomeriggio dopo aver pranzato a Mezzogiorno. Se di una certa età era soliti passeggiare oppure effettuare giochi non troppo faticosi come poteva essere quello dei dadi, mentre i giovani si dedicavano al gioco della palla che era considerato da Galeno un esercizio di alto valore terapeutico e privo di controindicazioni. A quest’attività sportiva si dedicavano anche le donne e come si può vedere dal mosaico di fig.117 nel quale, oltretutto, dobbiamo ammirare la modernità della rappresentazione che ci mostra che l’uso del bikini non è un’invenzione moderna ma risale ad epoche molto antiche.

PORTO VILICUS E SUBVILICUS = Si vuole intendere amministratore del porto che era coadiuvato anche da un aiutante.

MEDICUS TERMAICUS = Medico addetto alle terme il che indica che già in epoca Tiberio/Claudia le terme esistevano nell’ambito della villa.

SUPELLECTILIS = Personaggio che possiamo equiparare all’odierno guardarobiere o addetto alla mobilia di una casa ed al vestiario.

ATRIENSIS = Maggiordomo

PEDISEQUUS = Accompagnatore o valletto, probabilmente colui che affiancava o precedeva a piedi il cavaliere per aprirgli la strada.

BIBLIOTHECARIUS = Bibliotecario, questa figura indica l’esistenza di una biblioteca già nel periodo Tiberio-Claudio e quindi di molto precedente all’epoca alla quale si vuole attribuire la sua prima costruzione e cioè sotto Domiziano.

Ragazze in bikini, mosaico dalla villa di Piazza Almerina

Ragazze in bikini, mosaico dalla villa di Piazza Almerina

Di tutte le strutture citate in precedenza, alle quali come abbiamo visto era addetto del personale specifico, non sono giunte fino a noi testimonianze valide ma possiamo affermare che erano parti funzionali della villa Imperiale e che in seguito furono soppiantate da complessi più moderni che occuparono sicuramente gli stessi spazi, di quest’ultimi i resti sono giunti fino ai nostri giorni.

Siamo arrivati così al 44 d.C., poiché sappiamo che in quel periodo vi era un guardiano del porto, dobbiamo chiederci dove era situato e di quale porto si tratta? Probabilmente di uno annesso alla villa poiché la servitù in questione, come accennato in precedenza, è quella relativa a quest’ultima, ma com’è possibile quanto affermato se sappiamo che in teoria non doveva esistere porto in Anzio come ci dice Strabone nella sua opera “Geografia” scritta una trentina di anni prima, intorno al 18 d.C., questo c’informa che Anzio era un paese che ne era privo.

La villa Imperiale però doveva averne sicuramente uno in quanto anche Agrippina, madre di Nerone vi si imbarcò su di una triremi militare, intorno all’anno 59 d.C, per recarsi a Baia dove era stata invitata dal figlio per partecipare alle feste Quinquatrie in onore di Minerva, queste si celebravano nel mese di Marzo e fu in quest’occasione che subì il primo attentato alla vita ad opera di suo figlio con la ben nota vicenda del crollo del baldacchino del letto che era sulla barca che la stava riportando verso Anzio, con il quasi affondamento della stessa che si spaccò a meta con un sistema architettato in precedenza.

Probabilmente questo porto era un riadattamento dell’antico approdo Volsco che trovandosi appunto molto vicino al lato Est della villa, era utilizzato come attracco privato di questa. Il paese posto molto più verso Est utilizzava sicuramente altre banchine. La conferma a quest’ipotesi può essere data dal gruppo di negozi che si vedono ancora lungo Via Furio Anziate e che sono del periodo preso in considerazione, questi furono chiusi con muri in opera reticolata del periodo Neroniano e quindi, in seguito, inglobati nel muro di sostegno della spianata dei templi del periodo Severiano.

Disegno della zona delle taverne

Fig. 118 Disegno della zona delle taverne

Fig. 119 Panoramica della zona delle taverne

Fig. 119 Panoramica della zona delle taverne

Fig. 120 Particolare dell’ingresso di una taverna

Fig. 120 Particolare dell’ingresso di una taverna

Questi negozi si trovavano posti su di un terrazzamento sopraelevato che si affacciava sulla banchina del porto, questo si trovava molto più in basso e vi si accedeva probabilmente tramite delle scale poiché, come possiamo vedere in quel punto, altre la strada citata, il livello del terreno è posto molto più in basso com’è testimoniato dai fabbricati moderni che vi sono stati costruiti e che poggiano sicuramente sull’antica banchina Volsca ricalcata poi da quella del periodo Neroniano.

Dal lato Ovest si accedeva alla parte prossima al mare, anche in questo caso, tramite scale delle quali abbiamo un esempio in parte inglobato nella costruzione successiva di epoca Neroniana che ha modificato tutta la configurazione della zona spostando più avanti l’inizio del nuovo porto ed utilizzando il lato Ovest di questa struttura, dopo averla circondata con un muro di protezione, in un probabile arsenale per la riparazione ed il rimessaggio delle imbarcazioni nel periodo invernale.

Questa struttura è considerata dal Volpi una darsena privata ad uso della casa Imperiale e con questa convinzione ne riporta il disegno sulla sua pianta, ma a mio parere credo sia caduto in errore come cercherò di dimostrare nella sezione: “Prospetto a mare della villa Imperiale”.

Fig. 121 Scala del periodo di Augusto  inglobata in opere Neroniane

Fig. 121 Scala del periodo di Augusto inglobata in opere Neroniane

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