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Cimiteri inglesi di guerra

Storia

Notizie generali
Si tratta di due cimiteri nei quali trovano riposo i resti dei combattenti inglesi che caddero sul territorio anziate nel corso delle operazioni della seconda guerra mondiale.
Il più grande è situato a circa 2 chilometri dal centro della città posto su una collinetta adiacente al cimitero civile, l’altro è sulla via Nettunense a circa 4 chilometri da Anzio in località Falasche. In totale vi riposano 1.053 Caduti inglesi, 1 canadese, 1 neozelandese ed 1 sudafricano.

La guerra in Italia 1943-1945
L’invasione alleata dell’Italia il 3 settembre 1943 coincise con la firma di un armistizio con l’Italia stessa che successivamente riprese la guerra a fianco degli alleati. La campagna fu quindi combattuta fra le truppe tedesche d’occupazione in Italia, ancora sostenute da un numero esiguo di unità italiane, ed il 15° Gruppo di Armate alleate che comprendeva inizialmente l’Ottava Armata (Commonwealth), la Quinta Armata (americana) composto da un corpo d’armata americano e di uno del Commonwealth, e da alcuni reparti italiani lottavano per la liberazione del loro paese. Col progredire della campagna reparti francesi, polacchi, greci e brasiliani si unirono al 15° Gruppo di Armate. Le truppe alleate furono aiutate, sempre di più man mano che la campagna avanzava, dal movimento partigiano dietro le linee tedesche.

Gli obiettivi alleati erano di deviare truppe tedesche sia dal fronte russo sia dalla Francia dove erano previsti sbarchi alleati per l’anno successivo. Durante tutta la campagna d’Italia i preparativi per l’invasione dell’Europa occidentale ebbero la precedenza nell’impegno sia umano che materiale. Questa strategia portò non solo alla riduzione delle operazioni anfibie, per le quali il terreno era particolarmente adatto, ma anche al ritiro di divisioni del Commonwealth, americane e francesi (insieme a gran parte del sostegno aereo) per gli sbarchi nella Francia occidentale e meridionale e per le successive operazioni nell’Europa nord-occidentale e in Grecia.

Le truppe tedesche erano risolute, ben equipaggiate ed abilmente dislocate. La penisola italiana è costituita in gran parte da una spina dorsale montuosa – gli Appennini – dai quali hanno origine numerosi fiumi che scorrono, attraverso profonde gole, verso il mare.
Queste gole furono degli ostacoli formidabili per gli attaccanti in ogni stagione; gonfi d’acqua o di neve nel rigido clima invernale e tenacemente difesi, divennero ostacoli ancora maggiori e i nomi di molte battaglie della campagna derivano da quelli dei fiumi il cui attraversamento fu aspramente contrastato. La guerra nelle zone di montagna, prevalente durante i combattimenti in Italia, richiedeva truppe appositamente addestrate; all’inizio solo le divisione indiane e francesi erano così addestrate.

Questa guerra metteva inoltre in rilievo il fatto che la fanteria, appoggiata dall’artiglieria e dal genio, era l’arma decisiva sul campo di battaglia; in montagna il carro armato era nulla di più di un cannone semovente. I muli, le jeep e gli aerei che lanciavano i rifornimenti divennero i mezzi di trasporto necessari per sostenere le truppe nelle montagne. Gli alleati impiegarono del tempo prima di riuscire ad adattarsi a questo tipo di guerra. In questa campagna le tre Armi, ciascuna nel proprio ambito, combatterono quasi fossero una sola e i rifornimenti ed i rinforzi erano trasportati dalle Marine Mercantili.

La guerra
Il 12 gennaio 1944 una serie di attacchi furono portati lungo la Linea Gustav, soprattutto contro la roccaforte di Cassino ed il 22 vi fu uno sbarco alleato ad Anzio con l’obbiettivo di tagliare le linee di comunicazione tedesche e minacciarle alle spalle. Ma i tedeschi resistettero a Cassino non solo al primo ma anche a due successivi attacchi, e contrattaccarono ad Anzio cosicché la testa di ponte fu mantenuta solo con difficoltà.

Lasciando nella parte orientale del paese solo una forza di difesa, la massa delle truppe dell’Ottava Armata fu poi trasferita per unirsi a quella della Quinta ad occidente. In questa concentrazione condotta con maestria tre quarti delle forze del 15° Gruppo di Armate furono portate a premere sul breve fronte tra Cassino ed il mare. L’attacco fu sferrato l’11 maggio, la posizione di Cassino fu presa il 18, le truppe ad Anzio spezzarono l’accerchiamento ed i tedeschi abbandonarono la Linea Gustav il 22; la strada attraverso la valle del Liri fu così aperta e gli alleati entrarono a Roma il 4 giugno.

La ritirata tedesca, dapprima precipitosa, rapidamente divenne ordinata e ci furono successive resistenze sulle Linee Trasimeno, Arezzo, Arno e Gotica. Benchè un’offensiva lanciata il 10 settembre facesse breccia nelle fortificazioni della Linea Gotica, le montagne stesse sbarrarono in seguito la strada eccetto che sul fianco adriatico dove il fronte fu portato in avanti fino a Ravenna.

Nel dicembre, con l’arrivo dell’inverno, gli alleati si posero sulla difensiva per raccogliere le forze per l’offensiva di primavera lanciata il 9 aprile. Dopo una settimana di duri combattimenti il fronte tedesco si spezzò, truppe del fianco destro della Quinta e del fianco sinistro dell’Ottava Armata entrarono a Bologna contemporaneamente ed entro il 23 la maggior parte delle forze tedesche erano intrappolata sulla riva meridionale del Po.

Il 25, quando sia la Quinta che l’Ottava Armata attraversarono il Po, vi furono insurrezioni popolari nelle città d’Italia settentrionale ed i partigiani ne presero il controllo dalle guarnigioni tedesche. Il 2 maggio, data della resa tedesca, la Quinta Armata aveva raggiunto Torino ad ovest, mentre l’Ottava raggiungeva Trieste all’est.

Il successo finale alleato in questa aspra ed a volte frustrante campagna fu così completo che deve essere motivo di riflessione la portata tanto più estesa che avrebbe potuto avere se le divisioni e le forze aeree ritirate e destinate ad operazioni su altri fronti fossero state mantenute in Italia. 42.000 marinai, soldati ed aviatori delle forze del Commonwealth morirono nella campagna; di essi 38.000 sono sepolti nei 37 cimiteri di guerra del Commonwealth e 1.500, i cui resti sono stati cremati, sono commemorati sui monumenti appositi in tre di questi cimiteri.

I cannoni navali fornirono un sostegno diretto sia negli sbarchi che nel successivo impegno con bersagli a terra. Le forze aeree, oltre al loro ruolo strategico nei bombardamenti, fornirono uno stretto sostegno alle truppe sia tattico sia con lanci di rifornimento. Durante tutta la campagna, il dominio del mare e del cielo fu costante. Mancando uno di questi elementi la campagna, che aveva avuto origine interamente dal mare, non avrebbe potuto essere sostenuta.

L’Ottava Armata, sbarcando a Reggio Calabria il 3 settembre 1943 ed a Taranto il 9 incontrò una scarsa resistenza. Lo sbarco della Quinta Armata avvenuto a Salerno il 9 fu invece duramente contrastato e solo il 14, con l’aiuto di un potente sostegno aereo e navale, la controffensiva tedesca fu sopraffatta. Il 16 l’ala sinistra dell’Ottava Armata si congiunse all’ala destra della Quinta, e successivamente la Quinta Armata avanzò lungo la costa occidentale, occupando Napoli il 1° ottobre mentre L’Ottava Armata risaliva la costa orientale conquistando Termoli il 3 dello stesso mese.

Così fu la fine delle avanzate rapide. Aspri combattimenti che durarono fino alla fine dell’anno videro le truppe alleate bloccate sulla Linea Gustav.

 

Dove si trova, come si raggiunge, orari di visita, parcheggi

CIMITERO IN ANZIO CENTRO
E’ molto vicino alla Basilica di S. Teresa per cui potete programmare le due visite contemporaneamente.

 

 

Per chi proviene da Roma con la via Nettunense
Giunti in prossimità della Basilica di S. Teresa troverete un piccolo incrocio, girate a sinistra e prendete la piccola salita che conduce al cimitero comunale alla sinistra del quale si estende il cimitero di guerra.

Per chi proviene da Roma con la via Ardeatina
Percorrere viale Severiano ed all’incrocio con la Nettunense girare a sinistra, percorso circa un chilometro transiterete sui ponti della ferrovia per Roma. Pochi metri dopo i due ponti girate a destra e prendete la piccola salita che conduce al cimitero comunale alla sinistra del quale si estende il cimitero di guerra.

 

CIMITERO IN ANZIO LOCALITA’ FALASCHE
A circa 5 km dal centro di Anzio il cimitero ha l’ingresso proprio sulla via Nettunense in località Falasche.

Per chi proviene da Roma con la via Nettunense
Superato l’incrocio di Lavinio scalo dopo circa 2 km da questo alla vostra sinistra troverete il cimitero di guerra.

 

 

 

 

  Fotogalleria dei Cimiteri inglesi di guerra

 

 

 

Galleria Video Cimiteri Inglesi di Anzio

httpv://www.youtube.com/watch?v=jj2p3krFca0

httpv://www.youtube.com/watch?v=bAciv5BhuvE

httpv://www.youtube.com/watch?v=ePYoYvAO1mw

httpv://www.youtube.com/watch?v=POUyVKO5jZo

 

 

Cimiteri di guerra City Tour

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