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Anno 1190 d.C.

Riccardo Cuor di Leone a Nettuno – Nettuno misteriosa – Tesoro nascosto a Nettuno – Gallerie e sale sotterranee a Nettuno
Il 25 Agosto, un certo Ruggero Hoveden, cronista delle imprese di Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra, ci informa di una via selciata che conduce a Nettuno e del fatto che il re, dopo essere sbarcato ad Ostia e reduce da una visita mancata al papa Clemente III, diretto in terra Santa per intraprendere la terza Crociata, visita Nettuno e le cripte scavate nel locale Castello, prima di imbarcarsi su una delle dodici galee che nel frattempo si erano spostate da Ostia ad Torre Astura in sua attesa.

 

26-8-1190 Il Sovrano inglese, in viaggio per la Terra Santa, sbarca sul litorale romano e si reca, come riportato dagli storici al suo seguito, a Nettuno. Nell'immagine è raffigurato in una antica stampa che fa chiaramente riferimento al suo nome

26-8-1190 Il Sovrano inglese, in viaggio per la Terra Santa, sbarca sul litorale romano e si reca, come riportato dagli storici al suo seguito, a Nettuno. Nell'immagine è raffigurato in una antica stampa che fa chiaramente riferimento al suo nome

 

A proposito di questa notizia sorge spontanea una domanda che è la seguente: “Perché il re d’Inghilterra aveva intrapreso un viaggio via terra soltanto per arrivare a Nettuno? “.

Cavaliere crociato

Cavaliere crociato

Chi era sepolto di tanto importante in quelle cripte per giustificare una simile deviazione prima di partire per la terra Santa, sembrerebbe quasi che abbia voluto adempiere un voto.

Tale argomento può essere collegato, probabilmente ad altri eventi che si sono susseguiti nel tempo e che apparentemente non hanno spiegazione, come ad esempio il viaggio intrapreso dalla Badessa Preziosa che nel 990, dovendosi imbarcare per recarsi a Costantinopoli a prendere le reliquie di San Nicolò, scelse proprio Nettuno come riferiscono le fonti storiche per imbarcarsi, ci si domanda il motivo per il quale intraprese un viaggio via terra così problematico per quei tempi quando poteva benissimo partire da uno dei porti di Roma con grande tranquillità.

Ma le coincidenze non sono finite qui, in quanto anche San Francesco passò per Nettuno, quando nel 1219 era diretto a Gaeta per recarsi a visitare i luoghi sacri in Oriente.

Questo fatto ci viene riportato dal padre Bonaventure Theuli, dei minori conventuali, nella sua storia di Velletri. Egli ci informa che il Santo aveva fondato la chiesa di San Bartolomeo che in seguito gli venne dedicata, come risulta da una pergamena nella quale era contenuta la storia della donazione che recava in calce la firma autentica del Santo di Assisi. Tale documento sembra sia andato perduto intorno al XVII secolo, sempre secondo lo scrittore.

Credo che si possa attribuire detta sparizione ai roghi dei libri e documenti che vennero effettuati durante la peste del 1656, in questa data scomparve, probabilmente, anche la notizia che attualmente ci interessa e cioè chi era sepolto in quelle cripte? Per avere una risposta a questa domanda bisognerebbe esplorare il sottosuolo di Nettuno, che sicuramente ci riserberebbe molte sorprese poiché sappiamo che è percorso da molte gallerie, alcune ad uso di acquedotto, altre per scarichi fognari ma molte di uso sconosciuto.

A tal proposito è mia intenzione riportare alcune notizie che forse potrebbero stimolare qualche avventuroso ad intraprendere nuove ricerche. Per prima cosa, ben pochi sanno che il paese di Nettuno è iscritto nella carta dei Tesori Italiani, non ancora ritrovati, in quanto una leggenda ci dice che sepolto sotto una delle torri è celato un ingente tesoro, nascosto non si sa da chi, forse dai pirati Saraceni che ebbero il dominio del paese per molti anni.

E’ doveroso ricordare però, a chi intendesse accingersi alla sua ricerca, che attualmente le torri esistenti sono in numero inferiore a quelle originali, in quanto alcune sono state abbattute per far posto ad esempio all’attuale piazza Mazzini.

 

Papa Urbano annuncia la prima Crociata

Papa Urbano annuncia la prima Crociata

 

Vi sono poi altre notizie interessanti che sono localizzate nel quadrato compreso fra piazza Mazzini, inizio di via Romana e largo Oberdan e via Trafelli, tutta questa zona è perforata da gallerie e sale sotterranee di vaste proporzioni, la prima che possiamo citare è situata proprio all’inizio di via Romana, dove sulla sinistra, venendo appunto dalla piazza, vi è un vicoletto e sulla parete di una delle case di questo è infissa una lapide che ci dice che nelle grotte sottostanti era situato il comando del VI Corpo d’Armata Alleato, durante lo sbarco del 1944, già questo ci fa supporre l’ampiezza ed il numero dei locali.

Proseguendo verso largo Oberdan, nel punto dove si collega con la piazza, nel primo dopoguerra venne costruito o ricostruito parte del palazzo che fino a pochi anni fa accoglieva la cassa Rurale di Nettuno. Quando si scavarono le fondamenta venne perforata la volta di una galleria che immetteva in una serie di cunicoli dove erano posti in maniera alquanto confusionaria, parecchi resti umani, per l’esattezza vari scheletri o parti di essi, tanto che poteva sembrare dati i loculi esistenti, di essere in presenza di una catacomba.

Questa notizia mi è stata confermata da varie persone, una di queste, che era presente al fatto, mi ha riferito che una minima parte dei resti ritrovati furono posti in alcune scatole di cartone e probabilmente portati al cimitero di Nettuno dove furono inumati.

 

Il comando del VI corpo d’ Armata nelle grotte di via Romana a Nettuno

Il comando del VI corpo d’ Armata nelle grotte di via Romana a Nettuno

 

Un’altra grotta di proporzioni ragguardevoli si trova inoltre a poche decine di metri da quest’ultima e cioè sotto il palazzo a destra di via Trafelli sempre venendo dalla piazza.

Tutte queste gallerie erano sicuramente in collegamento fra di loro.
Il fatto strano è che tutte queste grotte che si trovano nel sottosuolo di Nettuno, non risulta, a memoria d’uomo, che siano mai state scavate dall’inizio ma spesso ampliate ed usate per conservare le botti del vino.

Allora se nessuno in epoche recenti ha scavato queste gallerie, e ve ne sono molte altre localizzate sia lungo via Romana che altrove nel paese, queste facevano forse parte di una serie di catacombe utilizzate fin dai tempi più antichi e delle quali abbiamo notizia fin dal 255 d.C. come è riferito da Ippolito Romano nella sua opera “Philosophounema” nella quale parla appunto di un cimitero in Anzio e probabilmente intendeva la località geografica di Nettuno.
Forse questa è la risposta alla domanda iniziale, queste erano le tombe che venivano visitate prima di andare in Oriente.

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