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Anno 117 d.C.

Adriano
Publio Elio Adriano, nato ad Italica in Spagna nel 76 d.C. e morto a Roma nel 138 d.C., fu imperatore dal 117 d.C. alla sua morte, succedette a Traiano del quale aveva sposato la nipote Vibia Sabina, non avendo avuto figli dal suo matrimonio, adottò T. Aurelio Antonino per garantirsi la successione.

 

Adriano in una stampa di G.B.Volpi del 1726

Adriano in una stampa di G.B.Volpi del 1726

 

Adriano frequentava molto la villa di Anzio che preferiva, durante il periodo estivo, a quella di Tivoli che tra l’altro utilizzò in massima parte durante la vecchiaia in quanto la costruzione della stessa, iniziata nel 126 d.C., terminò nel 134 d.C., soltanto quattro anni prima della sua morte. La villa di Tivoli era un complesso prettamente invernale e primaverile per la mitezza del suo clima, era posta in una pianura al riparo dei monti circostanti e sul pendio del monte Ripoli, ancor oggi la zona è detta “Costacalda”.

Ad Anzio l’imperatore ristrutturò la villa già esistente, vi ingrandì la biblioteca che arricchì di molti volumi, tra gli altri vi collocò le opere di Apollonio Tianeo, i cui discepoli ed amici, accorsi in quel luogo ne studiavano la dottrina filosofica come è riportato da Filostrato (Vita di A.Tianeo lib.VIII), questi ci informa anche che Adriano conservava in questo luogo alcune lettere originali di Tianeo che i discepoli consideravano sacre tanto da venerarle.

 

Anzio: la Biblioteca di Domiziano nella Villa Imperiale di Anzio (disegno di Gino Bortolami)

Anzio: la Biblioteca di Domiziano nella Villa Imperiale di Anzio (disegno di Gino Bortolami)

 

Pianta di Nettuno del 1538 con ubicazione dei pozzi per il grano

Pianta di Nettuno del 1538 con ubicazione dei pozzi per il grano

 

Villa Adriana a Tivoli (plastico)

Villa Adriana a Tivoli (plastico)

 

 

Roma. Castel S. Angelo: adattamento della tomba di Adriano ad altri usi

Roma. Castel S. Angelo: adattamento della tomba di Adriano ad altri usi

 

Probabilmente in Anzio vi era anche un tempio o un altare dedicato a questo filosofo considerato un semidio e stimato tanto dall’imperatore che ne venerava l’immagine nel suo Larario.
Filostrato accenna anche all’esistenza in questa biblioteca di un volume con scritti di Pitagora.

Fece costruire anche dei granai per l’annona militare che probabilmente sono quelli situati presso l’odierna piazza Mazzini di Nettuno, chiamata nei tempi passati Piazza dei pozzi del grano, come si può constatare da una pianta di questo paese del 1538 dove se ne possono contare otto. Di questo imperatore è stato ritrovato in Anzio un busto durante degli scavi effettuati presso villa Albani che ora si trova ai Musei Capitolini, inoltre nel 1638 si rinvennero due tubi in piombo incastonati in una lastra di marmo giallo che faceva parte di un pavimento, in uno di questi era impressa la testa di Adriano con la scritta “L. Coc” che indica la fonderia di Lucius Coeceius.

 

Disegno raffigurante parti di tubazioni in piombo (Stampa di G.R.Volpi anno 1746)

Disegno raffigurante parti di tubazioni in piombo rinvenute durante gli scavi presso Villa Albani ad Anzio (Stampa di G.R.Volpi anno 1746)

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